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Servo della gleba
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| La proposta che lanci quasi come una sorta di provocazione, quella di costruire "UNA STALLA COMUNALE", non è affatto campata in aria e va presa nella giusta considerazione. L'utilizzo e la buona gestione delle risorse del territorio sono temi cruciali per la richezza ed il progresso delle comunità che lo popolano. Riporto di seguito lo stralcio di un dossier riguardante l'Agro-nocerino-sarnese
Era la terra indiscussa del rosso San Marzano. Situata nel mezzo del bacino idrografico del fiume Sarno, pezzo imponente della Campania Felix, l’oasi felice dell’ Agro sarnese-nocerino è oggi una terra martoriata dal sacco edilizio e dalla criminalità. La nuova “primavera”, più volte annunciata, con opere di riqualificazione urbanistica e progetti volti alla riscoperta delle tipicità della sua naturale vocazione agricola, è ancora lontana dal realizzarsi. Quello che balza subito agli occhi è un territorio stravolto dallo sregolato sviluppo industriale degli anni ’50 e ’60, che ha lasciato in eredità essenzialmente le ciminiere degli altiforni che ancora costellano il territorio.
Oggi l’Agro è un’enorme città composta da tredici comuni su una superficie di 158 chilometri quadrati con 285.662 abitanti ed una densità di popolazione pari a 1.807 abitanti per Km2, nella quale negli ultimi quattro anni, secondo i dati delle polizie municipali, almeno 300mila metri quadrati di terreno agricolo sono stati cementificati illegalmente. Così, lo sviluppo urbano forsennato e senza senso ha ulteriormente ampliato le criticità dell’assetto idrogeologico di una zona già storicamente instabile, soggetta ciclicamente a frane e colate di fango (le ultime ferite recenti nei comuni di Sarno, Siano e Bracigliano con 161 morti nel ’98, e a Nocera Inferiore nel 2005 con tre vittime).
Edited by Alfio77 - 15/5/2009, 19:28 |
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